LA STORIA

LA FONDAZIONE Cassa di Risparmio di Spoleto nasce formalmente il 5 marzo 1992 in applicazione della legge n. 218 del 1990 – cosiddetta legge Amato – il cui scopo principale è quello di favorire il processo di privatizzazione del settore creditizio nazionale, in vista della liberalizzazione e dell’integrazione del mercato del credito a livello europeo. Ma l’origine del patrimonio e della sua missione risale molto più indietro nel tempo.

La Fondazione è la continuazione storica della Cassa di Risparmio di Spoleto, che deve le sue origini alla nobile iniziativa di alcuni cittadini che versarono gli 800 scudi del capitale, nata con lo scopo di porsi al servizio delle classi meno abbienti in un’economia caratterizzata, all’epoca, da situazioni ambientali di estremo impoverimento.

La storia della Cassa di Risparmio di Spoleto inizia nel dicembre del 1836 quando sull’esempio di simili istituzioni sorte nei decenni precedenti in altre zone della penisola, se ne decise l’introduzione anche all’interno dei domini pontifici.
Il fondatore e primo presidente fu il conte Luigi Pianciani, che ricoprì la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione della Cassa dal 1836 al 1847 - anno nel quale le vicende politiche lo portarono ad un impegno più diretto nella vita pubblica .
La forma giuridica assunta dalla Cassa all’atto della nascita è riassunta nel “Regolamento per l’istituzione di una Cassa di Risparmio a Spoleto”, nel quale la Cassa viene definita una Società anonima di privati fondata sulla vendita iniziale di 80 azioni di 10 scudi ciascuna e, all’art. 30, sancisce il carattere peculiare dell’ istituzione: la devoluzione degli utili in beneficenza e in opere di pubblico vantaggio.
La vita della Cassa di Risparmio fluisce così in modo complessivamente positivo.

Il periodo tra il 1882 ed il 1890, il più travagliato e difficile dei primo periodo di vita della Cassa di Risparmio di Spoleto, vede il succedersi di varie presidenze.

Sono anni, questi sopra citati, di importanza cruciale per il Paese e per la Regione, che vedono mutamenti istituzionali e statuali profondi con il passaggio dell’Umbria e di Spoleto dalla sovranità papale all’appartenenza al Regno d’Italia; tutto ciò si rifletté direttamente anche sul quadro legislativo e normativo nell’ambito del quale si trovavano ad operare le Casse di Risparmio, dunque anche quella di Spoleto. Una parola risolutiva venne pronunziata nel 1887 dalla Corte di Cassazione di Roma, che sentenziò definitivamente nel senso di attribuire alle Casse di Risparmio una “identità” creditizia.

In questo periodo (1887) sono già iniziati i lavori preparatori di una apposita legge sulle Casse di Risparmio (in una relazione presentata dai Ministri degli Interni, del Commercio e delle Finanze le Casse vengono definite Istituti che beneficano operando nel credito); la legge venne promulgata nel luglio 1888, primo atto normativo dell’ordinamento italiano che regola organicamente e specificamente questo settore della vita economica che in quegli anni aveva acquistato peso ed importanza notevoli.

I mutamenti istituzionali hanno negativamente influito sulla situazione amministrativa ed economica della Città di Spoleto; infatti con i provvedimenti di modifica delle circoscrizioni amministrative fu soppressa la delegazione di Spoleto e la Città venne a perdere la sua funzione di importante centro amministrativo.

Le gravi vicende economiche che intorno al 1888 90 provocarono una profonda crisi nel campo finanziario nazionale, non risparmiarono Spoleto che vide cadere una sull’altra le cinque banche esistenti; la stessa Cassa di Risparmio ne fu inevitabilmente coinvolta.
Nel luglio dei 1890 il Banco di Credito Laurenti di Spoleto, domandò ed ottenne la moratoria dei pagamenti; la Cassa di Risparmio si trovò esposta a motivo di ciò per 700 mila lire rappresentate da sconto di effetti.

ll Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio, ritenne opportuno nominare un Commissario nella persona del ragioniere Anselmo Gagliardi, con l’incarico di rimettere in sesto la Cassa o liquidarla.

Il 5 3 1896 con Regio Decreto venne istituita la nuova Cassa di Risparmio ed approvato il nuovo Statuto sulla base dei provvedimenti legislativi del 1888.

Il Commissario Gagliardi trovò nella sua opera di ricostituzione della Cassa importanti alleati; sfogliando l’elenco dei sottoscrittori del capitale iniziale troviamo oltre ai nomi di numerosi cittadini di Spoleto, anche il nome di Francesco Crispi, allora Presidente dei Consiglio dei Ministri, il quale partecipò alle decisioni iniziali attribuendo delega allo stesso Commissario.

Il fatto più sintomatico è che altri Istituti di credito diedero il loro apporto finanziario per la formazione del capitale iniziale della Cassa; tra i sottoscrittori troviamo infatti la Banca Popolare di Todi, le Casse di Risparmio di Roma, Imola, Viterbo, Città dì Castello; è questo, se non il primo, almeno uno dei primi esempi di quello spirito di collaborazione e di solidarietà tra le Casse di Risparmio Italiane che avrebbe poi trovato la sua estrinsecazione nella costituzione dell'ACRI, Associazione tra le Casse di Risparmio italiane avvenuta nel 1912.
Le Casse di Risparmio dunque, anche nell’ambito regionale, consolidano le loro posizioni e, dimostrano praticamente la loro propensione al locale, contribuendo notevolmente allo sviluppo economico delle comunità ove operano.

La Cassa di Risparmio di Spoleto si è trovata ad operare in una situazione, quella della economia locale, caratterizzata da continue gravi crisi precedute e seguite da periodi di instabilità.

Malgrado ciò la Cassa ha cercato di essere sempre presente con i mezzi e con le forme tecniche tempo per tempo più adeguate, svolgendo, con risultati complessivamente positivi, quelle funzioni di Banca legata al territorio e vicina all’imprenditoria locale che avevano disegnato i suoi fondatori privilegiando con i propri interventi le iniziative locali, le nuove intraprese e le istituzioni pubbliche impegnate in interventi infrastrutturali.

Le Casse di Risparmio pertanto fin dall’inizio destinano parte degli utili al rafforzamento patrimoniale e parte alla beneficenza, e questo duplice obiettivo rappresenta una continuità che viene ripresa integralmente , a distanza di quasi due secoli, con la legge istitutiva delle Fondazioni di origine bancaria.
Quest’ultima ha imposto la separazione dell’attività imprenditoriale – orientata al profitto e sviluppatasi di pari passo con l’evoluzione economica del territorio di riferimento – dall’attività di assistenza e sussidiarietà – tipicamente non profit e orientata alla produzione di beni collettivi.

Nel marzo del 1992, in attuazione della legge “Amato-Carli”, l’attività creditizia della Cassa di Risparmio di Spoleto confluisce in una società per azioni mentre le attività di interesse pubblico e di utilità sociale rimangono al soggetto istitutivo dando vita ad un nuovo soggetto giuridico autonomo la FONDAZIONE Cassa di Risparmio di Spoleto, che detiene una partecipazione di controllo nella SpA bancaria e finanzia l’attività grazie ai benefici economici derivanti dalla gestione del patrimonio della Banca conferitaria.
Fra gli Organi collegiali della Fondazione rimane in vita la vecchia Assemblea dei Soci della Cassa, ente di diritto pubblico, fonte interna di legittimazione della nuova Fondazione.

Nel 1994 la Direttiva Dini definisce un sistema di norme di indirizzo e di incentivi fiscali volti ad indurre le Fondazioni a dismettere quote importanti delle partecipazioni detenute nelle società bancarie.
Nel contempo vengono emanate le prime disposizioni riguardanti la struttura organizzativa e le modalità di svolgimento dell’attività istituzionale delle Fondazioni.

Negli anni 1997/1999 si compie l’iter della cosiddetta riforma “Ciampi”, che detta norme definitive sull’intera materia. Essa prevede l’obbligo per le Fondazioni di dismettere il controllo delle banche. Considerevoli poi i vincoli al modello organizzativo e all’operatività delle Fondazioni, da recepire negli statuti a fronte del riconoscimento della natura di persone giuridiche private con autonomia statutaria e gestionale.
Nel 1998 la Fondazione dà l’avvio alle trattative con la Cariplo SpA per la cessione del pacchetto di maggioranza della Cassa di Risparmio di Spoleto SpA, che la condurrà nel luglio del 1999 a perfezionare l’operazione.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto si è pertanto mossa coerentemente nella direzione indicata dal legislatore e con l’approvazione dello Statuto nel luglio 2000, da parte del Ministero del Tesoro, le è stata riconosciuta la natura di soggetto giuridico di diritto privato dotato di piena autonomia statutaria e gestionale, che persegue i propri fini senza scopo di lucro.

Sotto il profilo dell’assetto interno, l’Assemblea dei Soci rimane organo influente, peraltro nell’ambito di un nuovo assetto istituzionale che vede l’Organo di Indirizzo, organo di nuova istituzione, composto per la metà da esponenti rappresentativi del territorio di riferimento e per l’altra metà da designati dell’Assemblea dei Soci.

Nel 2012 la Fondazione ha ceduto l’intera quota azionaria ancora detenuta della Cassa di Risparmio di Spoleto spa a Banca CR Firenze spa. In data 15/03/13, a Rogito Notaio Pirone, sono stati acquistati i locali siti in Spoleto Via F. Cavallotti n. 8 adibiti a sede della Fondazione.
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