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SETTORI DI INTERVENTO

ARTE, ATTIVITA' E BENI CULTURALI

La Galleria Civica d’Arte Moderna e sculture di Leoncillo

C’è un rapporto profondo tra le Fondazioni Bancarie ed il territorio, rapporto che quando investe il campo dei beni culturali diviene di importanza fondamentale. Nei fatti è questo, il ruolo nuovo delle Fondazioni, divenute oggi veri propulsori di interventi di recupero, di tutela, di valorizzazione di un patrimonio storico-archeologico-archittettonico-artistico, di cui il nostro paese detiene nel mondo i più colossali giacimenti. Risorse immense troppo spesso inutilizzate, accantonate, disperse.

La strategia della Fondazione è dunque quella di fare propri i progetti di tutela dei beni culturali in un’ ottica di reciproca collaborazione con le istituzioni proposte, in particolare con l’ ente pubblico locale. Con queste premesse è facile comprendere le motivazioni alla base della decisione della Fondazione Carispo di acquistare due sculture dello spoletino Leoncillo per aggiungerle al patrimonio artistico conservato nella Galleria d’arte Moderna di Spoleto.
Una ulteriore dimostazione della vocazione culturale della Fondazione e della sua volontà di tradurre in atti concreti l’attenzione per la valorizzazione del patrimonio artistico locale. In questo caso, proprio grazie all’ intervento della Fondazione, Spoleto si riapproprierà di due straordinarie creazioni artistiche di un suo illustre figlio, evitandone così una più che probabile emigrazione.

Nato il 18/11/1915 a Spoeto Leoncillo Leonardi frequentò l’Istituto d’ arte a Perugia per trasferirsi poi, intorno al 1935 a Roma. Le prime opere significative risalgono al 1939 ed hanno prevalentemente temi di carattere mitologico.
Nel 1947 aderì al Fronte Nuovo delle Arti e nel 1949 realizzò la prima importante esposizione alla Galleria del Fiore di Firenze. Dal primo Neo Cubismo, Leoncillo passò a una fase espressionista di grande drammaticità. Nel ’56, dopo un periodo di crisi ideologica, abbandonò le forme Neo-Cubiste e espressioniste e approdò all’ Informale allora imperante. Qui l’ artista trovò le forme espressive più elevate. ”Corpo Dolente”, datata 1960, realizzato in grès e smalto nero e rosso appartiene al primo periodo informale di Leoncillo ed è significativa, soprattutto per la sua intensità drammatica. Un espressionismo astratto quello di Leoncillo che riesce a raffigurare tutto il dolore senza speranza di un’ umanità straziata. Il senso di tragedia che permea un folto gruppo di opere realizzate nella piena maturità dello scultore è già testimoniato nella Galleria spoletina dalla “Grande Pietà”, del 1945, e da “Mutilazione”.

Le “Affinità Patetiche” il cui titolo si riferisce alle note Affinità Elettive di G.W.Goethe viene ritenuta dagli storici dell’arte una delle opere fondamentali di Leoncillo. Datata 1962, nel pieno della carriera artistica e caratterizzata dallo stile informale, l’opera attua in modo magistrale la sintesi tra l’ ispirazione intellettuale dell’ artista e la forma plastica astratta. Due figure in cui rivivrebbe nella materia la metafora dell’ umana esistenza e del rapporto patetico, cioè appassionato, tra i due sessi.

Leoncillo
Corpo dolente, 1960
Documento senza titolo
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